Cosa è lo sci alpino

Tutte le categorie partecipano alle singole discipline(dalla velocità, discesa e super gigante), alle discipline tecniche, (slalom gigante e slalom), con livello molto vicino alle gare dei normodati.

Le singole discipline rispettano alcuni parametri dettati dalla FIS (Federazione Internazionale Sci), quali dislivello e numero di porte collocate lungo il tracciato, identici a quelli prescritti per le categorie femminili degli atleti normodotati. Nel caso dello sci alpino paralimpico interviene a mediare le differenti disabilità un criterio di classificazione. Al tempo effettivo di manche si applica un coefficiente rappresentativo dell’handicap che è calcolato sulla base di statistiche effettuate sui tempi di gara ottenuti nelle manifestazioni ufficiali.

Spettacolo e velocità
La discesa libera è la più spettacolare fra le specialità dello Sci Alpino. Il dislivello della pista varia dai 500 agli 800 metri. Il concorrente è tenuto a passare attraverso le porte rosse disposte perpendicolarmente alla linea di discesa.

Il super-G, nato nei primi anni '80 come via di mezzo tra una discesa libera e uno slalom gigante, presenta oggi caratteristiche di velocità e tecniche molto più vicine alla discesa. Le gare di supergigante si svolgono su un dislivello che varia dai 350 ai 600 metri. Il tracciato è segnalato con porte alternate blu e rosse destinate a costringere gli atleti a cambi di direzione, in numero non superiore al 10 % del dislivello e non inferiore a 30.

Tecnica e precisione
Nello slalom gigante le porte sono più ravvicinate rispetto a quelle delle prove veloci. Il dislivello varia dai 250 ai 400 metri. La gara si disputa in due manche sulla stessa pista, ma con differenti tracciati. L'ordine di partenza della seconda manche è fissato in base all'inversione dei primi 30 classificati nella prima o, in casi particolari, dei primi 15 classificati.

Nello slalom speciale il dislivello della pista può variare dai 120 ai 200 metri. La gara si svolge in due manche sulla stessa pista ma con differenti tracciati, con le stesse modalità dello slalom gigante. Le porte del tracciato devono essere tra 45 e 65.

Tipologie di disabilità e attrezzature utilizzate
Al fine di garantire agli atleti disabili le stesse opportunità di vittoria, si suddividono i concorrenti in classi differenti in funzione del tipo e livello di lesione. In riferimento alle categorie IPC vi sono tre grandi gruppi:

1. Visually impaired
2. Standing
3. Sitting

1) Visually impaired (Classi B 1, B 2 e B 3)
Sono atleti portatori di disabilità visive di vario grado. Gli sciatori non vedenti o ipovedenti utilizzano attrezzature identiche ai normodotati ma necessitano di accompagnamento costante da parte di una guida.
Le tecniche di guida utilizzate sono distinte a seconda del grado di disabilità visiva (totale o parziale).
• Sciatori non vedenti (B1): la guida con apposito megafono posizionato sulla propria schiena o di interfono, indica la traiettoria, a mezzo vocale, allo sciatore;
• Sciatori ipovedenti (B2-B3): in base alle capacità tecniche può essere sufficiente la sola presenza fisica a precedere della guida.

2) Standing (Classi da LW 1 a LW 9)
Gli sciatori standing possono presentare necessità diverse a seconda del tipo di amputazione degli arti inferiori o superiori.

Amputazione arti superiori Nel caso di soggetti con amputazione totale/parziale o disarticolazione degli arti superiori rimane l'utilizzo di attrezzature identiche ai normodotati con la sola differenza dei bastoncini dal lato oggetto di amputazione.

Amputazione arti inferiori
A seconda del livello di amputazione lo sciatore utilizza uno o due sci. Se l'amputazione è al di sotto dell'articolazione del ginocchio, l'atleta può decidere se far uso di una protesi;
dovendo rimanere in equilibrio su di un solo arto inferiore, utilizza due stabilizzatori (tipo di stampella con piccolo sci che appoggia sulla neve) al posto dei bastoncini;

3) Sitting (Classi LW 10, LW 11 e LW 12)
Si intende con questo termine lo sciatore con disabilità ad entrambi gli arti inferiori (amputazione doppia) e con lesioni vertebrali (para/tetraplegia) e che non potendosi reggere sugli arti inferiori, necessita di particolare attrezzo, denominato "monosci".
Il monosci è caratterizzato da apposita seduta fissata ad un meccanismo ammortizzante ed inseribile su di un solo sci per mezzo dell'attacco di sicurezza; due stabilizzatori vengono utilizzati per il mantenimento dell'equilibrio. (Copia parziale ricavata dal sito www.paralympicgames.torino2006.org)

Per ulteriori informazioni consultare i siti:
www.asdracing.org
www.fisd.it



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